Se sei un appassionato di pesca al colpo, ti sarai sicuramente trovato di fronte al grande dilemma: meglio la precisione chirurgica della Bolognese o la versatilità a lunga distanza dell’Inglese?
Sebbene entrambe utilizzino un galleggiante per segnalare l’abboccata, queste due tecniche nascono da filosofie (e geografie) completamente diverse. Ecco un’analisi dettagliata per aiutarti a scegliere l’arma giusta per la tua prossima uscita.
1. Pesca alla Bolognese: L’Arte del Controllo
Nata sui grandi fiumi italiani (come il Po o il Tevere), la pesca alla bolognese è pensata per gestire la lenza in acque correnti, ma si adatta perfettamente anche al mare o ai laghi profondi.
- L’Attrezzatura: Si utilizzano canne telescopiche ad anelli molto lunghe (dai 5 ai 9 metri). Questa lunghezza serve a tenere il filo fuori dall’acqua, evitando che la corrente lo trascini e sposti l’esca in modo innaturale. In pesca si usa molto la pasturazione con la fionda tramite lancio di palline di pastura, pellet e bigattini.
- Il Galleggiante: È solitamente a forma di pera o goccia, fissato alla lenza in due o più punti. È progettato per essere stabile anche quando c’è turbolenza. Solitamente la capacità del galleggiante è tra lo 0,5gr e i 12gr massimo, montato con spallinata (tanti piombini a piccola distanza) che mantiene la lenza dritta in pesca. Tutta la montatura(galleggiante incluso) solitamente è della stessa lunghezza della canna.
- Azione di Pesca: Il pescatore “accompagna” il galleggiante nella sua passata, mantenendo il contatto diretto. È la tecnica regina per chi ama sentire il controllo totale sulla trattenuta. Perfetta per l’interno dei porti o per zone rocciose e fondali bassi.

2. Pesca all’Inglese: La Sfida al Vento
Sviluppata nel Regno Unito per contrastare il vento e le acque ferme dei canali inglesi, questa tecnica si basa sul concetto di lancio lungo e invisibilità.
- L’Attrezzatura: Si usano canne a tre pezzi (match rods) o telescopiche sempre in carbonio generalmente tra i 3.90 e i 4.50 metri. Sono dotate di numerosi anelli piccoli per distribuire lo sforzo e favorire il lancio. La pasturazione avviene attraverso l’uso del pasturatore con pastura da fondo o superficie e bigattini.
- Il Galleggiante (Waggler): La vera star. È fissato alla lenza solo alla base. Questo permette di affondare il filo tra la punta della canna e il galleggiante, evitando che il vento crei la fastidiosa “pancia” sul pelo dell’acqua. E’ scorrevole dai 10gr ai 25gr e si monta sulla lenza madre con pasturatore e poi il terminale di 2mt circa in fluorocarbon.
- Azione di Pesca: Permette di pescare a distanze incredibili (anche oltre i 40-50 metri) e a profondità regolabile, dove una bolognese non arriverebbe mai. È ideale per scogliere, porti o zone con vento laterale.

Confronto Rapido: Quale scegliere?
| Caratteristica | Pesca alla Bolognese | Pesca all’Inglese |
| Ambiente ideale | Fiumi, canali correnti, scogliere basse | Laghi, canali lenti, porti, scogli, mare calmo |
| Distanza | Corta-Media (lunghezza canna) | Media-Lunga (lanci oltre 30m) |
| Vento | Difficile da gestire | Eccellente (filo affondato) |
| Profondità | Gestita dalla lunghezza canna | Gestita da nodi di stop (scorrevole) |
In sintesi
Scegli la Bolognese se ami la pesca “attiva” in corrente, dove il controllo millimetrico della passata fa la differenza tra un cappotto e una nassa piena. Scegli l’Inglese se devi raggiungere pesci diffidenti o se il vento rende impossibile tenere il filo in superficie.
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